25 gennaio 2011

Forse sul modulo RW servirebbe una piccola sanatoria ….

Molti contribuenti hanno violato il modulo RW senza tuttavia procedere a scudare gli investimenti esteri. Trascuro il caso in cui i proventi fossero oggetto di evasione fiscale, perché allora l’ultima via di uscita era proprio lo scudo fiscale, ma alludo piuttosto a tutti i casi in cui i proventi investiti all’estero fossero stati regolarmente assoggettati a tassazione.

Per quale ragione i contribuenti hanno violato la disciplina sul monitoraggio fiscale?

I motivi sono vari: il primo è sicuramente la scarsa conoscenza della disciplina in esame da parte del contribuente e da parte di molti professionisti!!! Non trascuriamo però anche la diffidenza del contribuente a comunicare al proprio consulente gli investimenti esteri, ancorché detenuti lecitamente.

Per molti di questi lo scudo era troppo oneroso in quanto il costo per la sua adesione non discriminava a seconda che il provento fosse oggetto di evasione. In molti casi, inoltre, la disciplina era sicuramente incerta: si pensi solo al caso dei finanziamenti infruttiferi.

Di fronte a questo scenario l’Amministrazione potrà ora incrociare molte informazioni recepite dal canale bancario con i moduli RW presentati dai contribuenti e cointestare le mancate segnalazioni.

D’altro canto, in molti casi, il contribuente potrebbe eccepire la non applicabilità delle sanzioni vista l’incertezza normativa.

Da questa situazione si potrebbe uscire con una piccola sanatoria a costo modesto per tutti i casi in cui il contribuente ha semplicemente violato la disciplina sul monitoraggio, senza tuttavia aver evaso alcunché.

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2 Commenti a “Forse sul modulo RW servirebbe una piccola sanatoria ….”

  1. Saverio Z. scrive:

    Egregio dott. Vial,
    ho lettole sue considerazioni: alla luce di ciò che sta accadendo in questi giorni relativamente alla tassazione dei capitali scudati, posso confermare che esse sono estremamente corrette e attuali.

    Le chiedo cortesemente un commento, e magari qualche suggerimento, su quello che sta succedendo a me come a molte altre persone.

    Ho lavorato tutta la vita come dipendente e ho fatto parecchi sacrifici per mettere da parte qualcosa per il futuro.

    Non fidandomi delle banche italiane e vivendo vicino alla Francia, tutti i mesi portavo i miei risparmi (tassati alla fonte) in una banca francese.

    Questa situazione è comune a tante persone che abitano nelle città di confine ed è del tutto legale.

    Purtroppo ho commesso l’errore di non aver compilato il quadro RW in una dichiarazione dei redditi (mi sono sempre fatto da solo il 730).
    Dato che lo scudo fiscale permetteva di rimediare (anche) a questo tipo di errore, solo formale, ne ho usufruito, e ora che succede? Rischio di venire considerato un evasore fiscale e di ripagare le tasse su ciò che ho già pagato!

    Io non ho evaso e non mi interessa l’anonimato: per quanto dovrò pagare per questo errore?

    Forse basterebbe mettere una norma che distingua tra chi ha evaso e chi invece ha solamente omesso il quadro RW, ma ha regolarmente pagato le tasse sui capitali portati all’estero.

    Che cosa devono fare le persone nella nostra situazione per non essere considerate delinquenti e non essere private di anni di sacrifici?

    Grazie
    Saverio

  2. Ennio Vial scrive:

    Le sue osservazioni sono corrette.
    Lei ha centrato pienamente la questione: lo scudo non distingueva la dimenticanza come la sua dalla situazione di evasione.
    Ad ogni modo veda anche questo mio ulteriore post.

    http://enniovial.postilla.it/2011/12/12/nuovo-prelievo-sui-beni-scudati-una-norma-scritta-male/

    La nuova norma – di cui ho al momento seguito solo la versione originaria – esclude l’imposta per gli investimenti non segretati.

    Dovrebbe essere proprio il suo caso.

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