20 settembre 2011

Rimesse tassate al 2% con esclusione ad ampio raggio

Come noto, l’art. 2 co. 35-octies. 2011, D.L. 13.8.2011, n. 138 stabilisce che è  istituita  un’imposta  di  bollo sui trasferimenti di denaro all’estero  attraverso  gli  istituti  bancari,  le agenzie “money transfer“ ed altri agenti in attività finanziaria. L’imposta è dovuta in misura pari al 2 per cento dell’importo  trasferito  con  ogni singola operazione, con un minimo di prelievo pari a 3 euro. La norma presenta elementi di criticità. I primi chiarimenti sono stati forniti dal servizio studi della Camera dei Deputati.

Lo scopo è quello di tassare le rimesse verso i paesi extracomunitari. Ma le rimesse di chi?

La norma prevede espressamente che “l’imposta non è dovuta per i trasferimenti effettuati dai cittadini  dell’Unione  europea nonché per quelli  effettuati  verso  i  Paesi  dell’Unione  europea.  Sono esentati i trasferimenti effettuati da soggetti muniti di matricola INPS e codice fiscale”.

L’ultima ipotesi di esclusione non appare del tutto chiara in quanto andrebbe specificato meglio cosa si intende per matricola inps. La matricola Inps riguarda i soggetti che assumono dipendenti ma forse il legislatore intendeva escludere tutti i lavoratori dipendenti regolari.

Il prelievo dovrebbe quindi colpire solamente le rimesse degli irregolari…..

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3 Commenti a “Rimesse tassate al 2% con esclusione ad ampio raggio”

  1. Vita Pozzi scrive:

    In effetti, se si ritiene che la matricola inps sia solamente quella del datore di lavoro la norma potrebbe essere intesa come una norma volta a colpire tutti gli extracomunitari che rimpatriano denaro invece di spenderlo qui in Italia.

    Diversamente, se, come pare, l’interpretazione sia quella di dire che anche il dipendente ha un matricola inps (quella del datore di lavoro) allora la portata della norma è veramente modesta.

  2. Riccardo Fabrin scrive:

    Si tratta in effetti di una norma di scarsa applicazione. Sembra riguardare gli stranieri extracomunitari che hanno ottenuto il codice fiscale italiano ma che non hanno attivato una posizione previdenziale italiana. Non puo’ riguardare gli irregolari in quanto il decreto “Sicurezza” Maroni, prevede per tali soggetti non solo l’impossibilita’ di utilizzare tali trasferimenti ma addirittura la loro espulsione. Sembra proprio una norma “simbolica”.

  3. Enzo Drapelli scrive:

    Io non ho appeofondito l’argomento più di tanto ma anche a me sembra una cosa modesta. Dato che gli stranieri normalmente si conoscono, potrà accadere che chi è in regola mandi i soldi all’estero anche per quelli che non hanno la matricola inps.
    L’unico modo per contrastare questa situazione ipotizzata potrebbe essere il pensare a un redditometro a quelli che mandano troppi soldi all’estero rispetto a quello che riescono a percepire di stipendio.

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